giovedì 19 aprile 2012

Attendiamo.

And yet my heart wanders away, my soul roams with the sea..." 
" E ancora il mio cuore vaga senza meta, la mia anima viaggia con il mare..."




Questo verso,riportato nella poesia anonima "The Seafarer", mi è rimasto impresso dalla prima volta che l'ho letto; sarà perchè la sento molto aderente al mio essere,perchè l'uomo è destinato alla condizione di perenne pellegrino nel mondo,perchè la stabilità non è una casa di proprietà o un posto fisso.Questi versi sono per me ma fatevi qualche domanda e vedrete che saranno anche per tutti voi.


Quando "si conosce", intesa alla maniera del buon vecchio Leopardi, si vuole di più,non ci si accontenta,si vive in uno stato di continua tensione verso l'alto,verso la ricerca di un assoluto e il cuore vaga,continuamente. Egli cerca tra la gente,nei ricordi,nelle esperienze,nelle parole,qualcosa che possa calmare questo esasperato peregrinare e che possa ,anche momentaneamente,placare l'ansia. E' un pò come diceva Schopenauer a proposito della vita  "come un pendolo che oscilla tra dolore e noia"; dolore dato dalla mancanza e dalla consapevolezza della ricerca, la noia da quegli attimi di piacere effimero, talvolta gioia che funge da anestetizzante.Ma quel vuoto ritorna ad urlare la sua presenza che rimarca intensamente la mancanza.
Sarà questo il nostro destino?Vagare per sempre senza meta e senza,forse,trovare ciò che si cerca?Vivere in una parvenza di stabilità ingannando,in primo luogo,noi stessi?




E così ci ritroviamo tutti ad essere come dei poètes maudits, con tanto di spleen e paradis artificiels(paradisi artificiali), ma questo discorso lo affronteremo un'altra volta. :)







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